<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148</id><updated>2011-11-15T01:07:57.446+01:00</updated><category term='gente sul ponte'/><category term='ascesa e rovina della città di mahagonny'/><category term='il viaggiatore insonne'/><category term='il libro delle domande'/><category term='la casa d&apos;argilla'/><category term='le tre sorelle'/><category term='la bella dormente nel bosco'/><category term='il canto d&apos;amore e di morte dell&apos;alfiere'/><title type='text'>lisa ferlazzo natoli</title><subtitle type='html'>teatro</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>26</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-1325469398998074553</id><published>2011-11-15T00:53:00.009+01:00</published><updated>2011-11-15T01:07:57.463+01:00</updated><title type='text'>Il trailer di Jakob Von Gunten</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-D6HSWqTtwHY/TsGqgDa2OsI/AAAAAAAAAW8/j0Rrq9NqztM/s1600/Invito%2B%255Bdef.%255D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-D6HSWqTtwHY/TsGqgDa2OsI/AAAAAAAAAW8/j0Rrq9NqztM/s400/Invito%2B%255Bdef.%255D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675004473113983682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-1325469398998074553?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://vimeo.com/32084557' title='Il trailer di Jakob Von Gunten'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/1325469398998074553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=1325469398998074553' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/1325469398998074553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/1325469398998074553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2011/11/jakob-von-gunten.html' title='Il trailer di Jakob Von Gunten'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-D6HSWqTtwHY/TsGqgDa2OsI/AAAAAAAAAW8/j0Rrq9NqztM/s72-c/Invito%2B%255Bdef.%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-6783918874161275008</id><published>2010-08-27T04:56:00.007+02:00</published><updated>2010-08-27T05:17:32.128+02:00</updated><title type='text'>"LES ADIEUX! Parole salvate dalle fiamme"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/THcsZhk2GcI/AAAAAAAAAWQ/L_xTyoSDzaM/s1600/Les+Adieux+4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/THcsZhk2GcI/AAAAAAAAAWQ/L_xTyoSDzaM/s400/Les+Adieux+4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509921486132353474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;progetto&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lisa Ferlazzo Natoli Gianluca Rugger&lt;/span&gt;i &lt;br /&gt;regia e voce recitante &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lisa Ferlazzo Natoli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;direzione musicale e percussioni &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gianluca Ruggeri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;aiuto regia &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alice Palazzi&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;cura immagini &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Maddalena Parise&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E solo dalle voci capiremo&lt;br /&gt;quali lotte, lì, quali ferite…”&lt;br /&gt;Osip Maendel’stam &lt;br /&gt;Blok crepacuore; Esenin suicida, impiccagione in odore d’assassinio; Majakovskij, solo un colpo di pistola. Pasternak un lungo lunghissimo esilio.&lt;br /&gt;Come uccellacci in volo, abbiamo girato sui versi e sulle biografie, per gettarci poi in picchiata su ciò che aveva attratto il nostro sguardo: una cadenza, un movimento precoce e vitale proprio nell’ultima parte delle loro esistenze, e che grazie alla poesia ha conservato integra una casa, un profondo e radicatissimo senso dell’anima, di una resistenza e della propria terra.&lt;br /&gt;In quel passaggio da un’epoca all’altra che è stata la Rivoluzione d’Ottobre, nel mezzo di un mondo del prima e uno del dopo – c’è come una mutazione che getta nuove fondamenta sulle macerie della Grande Russia, un sentore d’avvenire, e sotto già una contraddizione, una faglia da cui risalgono radici antiche. Queste due Russie hanno cercato di fare alleanza ed è sulla soglia tra questi due tempi che si sono disintegrate, abbandonate dalla propria terra nella Rivoluzione trasformata in Soviet come in una “qualsiasi isola di Sant’Elena”, scrive Esenin: “è difficile per un essere vivo starci dentro”.&lt;br /&gt;Che sia Esenin a cantare i colori e le lunghe distese delle steppe russe, o Majakovskij a rubare alle città lampioni e insegne luminose, c’è nei loro versi come un sapore che ha il ritmo di tanti tamburi e il refrain d’una ballata popolare; attrazione per un passato remoto presentito nelle maglie del futuro. Si chiama fiuto per la storia, lungimiranza, reca il dono acuminato di un intuito sottile per i cataclismi e l’andamento di una danza volontaria sul ciglio dell’abisso.&lt;br /&gt;Abbiamo immaginato una sorta di quadrilatero : memoria e phonè, l’impronta di uno spirito e la direzione tempestosa di versi e vita che li ha condotti alla fine. La partitura andrà verso un abbandono – Les Adieux, appunto – movimento, progressione d’astrazione sulla materia e sullaterra, da paesaggi familiari a territori ignoti, per poi tornare al solo congedo possible, quello di una parola che è casa, anzi casa madre, quella del finale di Nostalghia.&lt;br /&gt;Campane, din-don-nio delle memorie sparse al vento, con lo strepito di mille tamburi; squarci di lame e lamine, acciaio che si schiaccia in gola, il respiro di antiche canzoni; canto che con il vento sibila; tintinnano sonagli e rotolano biglie, echeggia sommesso un tuono. Tempesta che ha mutato il mondo, e si torna tra carcasse di macchine future e macerie di remoti suoni fastosi.&lt;br /&gt;Blok - “L’allegro vento freddo e sferzante gioca contento, con il viandante, strappa mantelli porta cartelli sopra la gente, tutti i poteri alla costituente”&lt;br /&gt;Esenin - “Voglio vivere, vivere, vivere, / vivere fino alla paura ed al dolore (…) In una fiamma azzurra il vento ha ravvivato gli occhi / Per amore del cielo insegnatemi, / insegnatemi e io farò qualunque cosa,  / qualunque cosa per tinnire nel giardino degli uomini”&lt;br /&gt;Majakovskij – “Vi strapperò l’anima e la calpesterò perché sia più grande; e sanguinante ve la darò, come una bandiera”&lt;br /&gt;Pasternak – “…Imparentati a tutto ciò che esiste, convincendosi e frequentando il futuro nella vita d’ogni giorno, non si può non incorrere alla fine in una incredibile semplicità; ma noi non saremo risparmiati se non sapremo tenerla segreta, più d’ogni cosa è necessaria agli uomini, ma essi intendono meglio tutto ciò che è complesso”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-6783918874161275008?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://contemporaneateatro.wordpress.com' title='&quot;LES ADIEUX! Parole salvate dalle fiamme&quot;'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/6783918874161275008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=6783918874161275008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6783918874161275008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6783918874161275008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2010/08/les-adieux-parole-salvate-dalle-fiamme_4669.html' title='&quot;LES ADIEUX! Parole salvate dalle fiamme&quot;'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/THcsZhk2GcI/AAAAAAAAAWQ/L_xTyoSDzaM/s72-c/Les+Adieux+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-4653237089684434356</id><published>2010-08-27T04:10:00.005+02:00</published><updated>2010-08-27T04:26:28.406+02:00</updated><title type='text'>Ascesa e rovina della città di Mahagonny, var. 1 Passaggio a Napoli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/THciE74lGgI/AAAAAAAAAVo/3bL0hYcajI0/s1600/ASCESA-E-ROVINA-copertina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 182px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/THciE74lGgI/AAAAAAAAAVo/3bL0hYcajI0/s400/ASCESA-E-ROVINA-copertina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509910137300916738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Tieni a mente: prima di tutto c’è il mangiare, poi l’amore ci vorrà, terzo la boxe non ti scordare, quarto bere finché ti va". Sono le uniche regole da seguire a Mahagonny, la "città senz’anima" ideata da Brecht. Ora Lisa Ferlazzo Natoli adatta il testo per un allestimento che accosta Napoli alla città brechtiana riflettendo sull’urbanistica: dove si cela la vera anima di una città?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prodotto dal Napoli Teatro Festival Italia, Ascesa e rovina della città di Mahagonny, var. 1 Passaggio a Napoli diretto da Lisa Ferlazzo Natoli andrà in scena al Real Albergo dei Poveri. Scritta da Bertolt Brecht e Kurt Weill nel 1929, la pièce è una riflessione sulle degenerazioni del XX secolo, sull’avidità e la violenza del capitalismo e sulla corruzione dell’Europa tutta. Mahagonny è una delle tante metafore di Brecht, in cui la denuncia politica e sociale irrompe sulla scena con le sue figure epiche e grottesche di mendicanti e assassini, sfruttatori e sfruttati. La città di Brecht, che proprio nel "principio di piacere" trova le sue fondamenta e la sua distruzione, dialoga con la metropoli del Golfo, segnata dalle stratificazioni culturali che nel corso dei secoli hanno così fortemente condizionato la sua storia. Ecco perché Lisa Ferlazzo Natoli innerva sull’impianto narrativo di Brecht una serie di "distrazioni" fatte di immagini e aneddoti partenopei, alla ricerca di un filo rosso che unisca Netzestadt, la città-trappola senz’anima, alle utopie urbanistiche di Napoli. Lo spettacolo si divide in due momenti: prima di prendere posto sugli spalti del cortile, il pubblico attraverserà un’installazione-esposizione in cui, fra immagini di Napoli e oggetti rinvenuti all’interno dello stesso Real Albergo dei Poveri, si svolgerà un “prologo” fatto di frammenti muti, testimonianze della stratificazione del tempo cittadino. «È stato subito chiaro per noi che una dedica a Napoli fosse anche pretesto per tornare da dove eravamo partiti: il concetto di città – nelle sue mappe storie e architetture – e di polis, come atto immaginifico e costruzione, ad un tempo. Cosa di una città ci colpisce immediatamente, senza che vi sia esattamente consapevolezza? Forse una certa inclinazione della luce che le costruzioni riescano ancora a far passare. Mahagonny viene dopo la polis, non ha centro né territorio, non ha “una” luce, se non quella artificiale della messinscena, nasce dal nulla e nel nulla scompare, è tutta iscritta nel ’900, messa nera degli agglomerati urbani che il Capitale ha saputo edificare. Allora abbiamo messo assieme una mappa, un catalogo privato e truccato, seguito le architetture invisibili di Napoli e soprattutto le Vie di Percorrenza, come talpe che scavano alla cieca: ponti metropolitane cimiteri funicolari tangenziali grandi arterie; ipotizzando che il movimento, l’architettura mobile, il luogo di transito potessero essere un primo filo narrativo. Questa la congettura e l’impostura: è come se Napoli – in modo esplicito ed esemplare, proprio in virtù di una mobilitazione continua che ce la ripresenta irriconoscibile e pure inalterata, delle sue tante urbanistiche, delle utopie architettoniche mai realizzate, o di quelle dis-abitate appena edificate, del suo procedere per sovrapposizione e coperture, dei piani regolatori che mutano nell’arco di una notte – avesse nel suo centro - o la potremmo chiamare falda, piega? -  un tombino che, se scoperchiato, sarebbe in grado di “liberare” una Mahagonny, e che questa, mettendosi in scena, risucchi il residuo di futuro che resta ad ogni città occidentale fin nelle radici. Mahagonny infatti è un baraccone gastronomico, imbastito per divertire, sempre mobile, e dice senza un’ombra di tristezza che le città oggi come ieri si vendono si prestano e si presentano, vanno all’asta come ad una fiera, mutano conformazione per stizza o per interesse. Divertendo fa volgere lo sguardo ad osservare Napoli, che si dà da fare proprio sullo stesso palcoscenico, e ogni giorno progetta un abito nuovo e ogni notte affonda, per mutarsi in altro o scomparire. Ricordo ora che tutti i lavori di Brecht si chiudono implicitamente con la frase «Cercate la via d’uscita», mi sembra estremamente appropriato alle nostre singolari percorrenze napoletane».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-4653237089684434356?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.teatrofestivalitalia.it/Napoli_Teatro_Festival_Italia_Spettacoli_2010_Ascesa_e_rovina_della_citta_di_Mahagonny_var_1_Passaggio_a_Napoli-1457.1940.7.html' title='Ascesa e rovina della città di Mahagonny, var. 1 Passaggio a Napoli'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/4653237089684434356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=4653237089684434356' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4653237089684434356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4653237089684434356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2010/08/ascesa-e-rovina-della-citta-di.html' title='Ascesa e rovina della città di Mahagonny, var. 1 Passaggio a Napoli'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/THciE74lGgI/AAAAAAAAAVo/3bL0hYcajI0/s72-c/ASCESA-E-ROVINA-copertina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-1886770212811317898</id><published>2009-07-15T12:48:00.002+02:00</published><updated>2009-07-15T13:00:36.915+02:00</updated><title type='text'>URANIA, Storie disabitate - 1/18 luglio - Teatro India Roma</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/Sl21H7xCQZI/AAAAAAAAAVI/3q-hj9YHFfw/s1600-h/invito+popolizio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiRrCnPXwI/AAAAAAAAALo/2cGirPDuVyw/s400/INVITO+Brecht.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240098335067430658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255); font-weight: bold;font-family:courier new;" &gt;Ascesa e rovina della città di Mahagonny&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;da Bertold Brecht&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;progetto e regia &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;regista collaboratore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Monica Angrisani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;con&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Fortunato Leccese: Paul Ackermann; Giordano Di Palma. Heinrich Merg; Cristhian Piscitelli: Jakob Smith; Fabio Monaco: Joseph Lettner; Selene D'Alessandro: Vedova Leocadia Begbick; Elisa Porciatti: cieca Cleo Ada Jebkin; Simone Castano: Mosè Trinità Cantastorie; Matteo Latino: Mosè trinità Clarke; Simone Barraco: Willy il Procuratore; Ramona Nardò: Jenny; Kadia Baston: Kattrin Singer; Emanuela Lumare: Polly Waarg; Imma Lombardi: Anna Balicke; Chiara Lombardo. Amalia Balicke&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;immagini di scena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Maddalena Parise&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;cori e canzoni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Marta Zanazzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;costumi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Gianluca Falaschi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;scene&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Fabiana Di Marco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;assistente alle scene&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Marianne Ferrand&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;aiuto regia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Ilenia Caleo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;luci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Augusro Canu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;fotografie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Sveva Bellucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;note&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Cosa accadrebbe se, facendo un tentativo, costruissimo una città dal nulla nel mezzo di un paese qualsiasi e se la costruissimo per prosperare malgrado tutto, secondo una sola regola: “Tenete a mente: prima mangiare, numero due d’amor l’incanto, terzo, la boxe non tralasciare, quarto sborniarsi e questo è quanto. Ma sia ben chiaro che qui da noi nulla è proibito” ? E perché no? Sembrerebbe un piccolo paradiso d’anarchia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;La città di Mahagonny dice “Tutto è permesso” e tralascia intenzionalmente di mostrare l’altro verso della moneta, la domanda: “A chi?”. Lo scopriremo quando la città in fiamme avrà già chiuso le sue porte dietro alle nostre spalle; perché Mahagonny ha un piccolo difetto, ha bisogno di denaro,  e la mancanza di questo è “il massimo dei delitti che possano darsi sulla terra”. Brecht - grazie ad un esperimento d’inversioni, facendo uso di temi popolari, ballate jazz, un coro di disgustosi e magnifici personaggi e un’ambientazione ‘americana’ che fa da eco amplificata alla Germania e all’occidente tutto -  ci racconta che “siamo già all’inferno”.  E, costruendo una piccola epica, scrive sui nostri cartelli di protesta: ”Per la proprietà privata. Per l’equa ripartizione dei beni ultraterreni. Per l’ingiusta ripartizione dei beni terreni…”, come fosse una caustica messa nera del capitalismo. Mahagonny sembra non avere ‘luogo’, lascia però una scia e la sua mappa si riproduce dietro di noi appena crediamo d’avergli voltato le spalle. Lo scoprirà a sue spese Paul Ackermann, cedendo ad un azzardo, ad un istinto oscuro, non proprio ‘rivoluzionario’ ma quasi. Quasi. Alla sua morte,  ecco ciò che resta: in scena, su un guanciale, i beni terreni di Ackermann - l’orologio, la pistola, il libretto d’assegni e la camicia -  e il coro di Mahagonny incalza in processione recando quei cartelli, mentre si sente ancora cantare “Oh, Moon of Alabama”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;Lavoro nato da ciò che è poco più di un soggetto se sÏ ‘estrae’ dall’opera musicale, lasciando solo l’anima di ferro, perfetta per riflettere sulla polis, e sui riti le regole e le scelte che ne segnano i passi. Per mettere brutalmente in scena un”’opera gastronomica”, come chiedeva Brecht, e divertita. Che lasci al pubblico, solo dopo, il compito di fare i conti con la natura di quella tavola riccamente imbandita per lui. Di quel soggetto abbiamo, insieme, riscritto il tracciato, azzardato biografie e personaggi nuovi, approfondito le linee; e così la mappa di Mahagonny  si è disegnata attorno a immagini di nuove città o di uomini e donne sconosciuti, una foto della luna, canzoni di Weill, parole d’altri testi brechtiani - insomma una sorta d’omaggio a un teatro che ci ha innamorati e ci sta ancora indicando come ‘fare teatro per rendere il mondo più maneggiabile’.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-family: courier new;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiLJaUWkaI/AAAAAAAAALI/Tm9yUvGymA0/s1600-h/INVITO+Brecht.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-6955220312136739548?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/6955220312136739548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=6955220312136739548' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6955220312136739548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6955220312136739548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/archivio-ascesa-e-rovina-della-citt-di.html' title='ascesa e rovina della città di Mahagonny'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiRrCnPXwI/AAAAAAAAALo/2cGirPDuVyw/s72-c/INVITO+Brecht.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-2295862100334629063</id><published>2008-08-30T01:48:00.015+02:00</published><updated>2008-09-01T02:33:32.927+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ascesa e rovina della città di mahagonny'/><title type='text'>foto mahagonny</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiXr3xMhAI/AAAAAAAAAMI/tkVIkqZ7ZmE/s1600-h/patchwork+BRECHT+2+bassa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiXr3xMhAI/AAAAAAAAAMI/tkVIkqZ7ZmE/s400/patchwork+BRECHT+2+bassa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240104946406032386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiXjWd8pLI/AAAAAAAAAMA/SmA74DloMLs/s1600-h/Il+pianoforte+di+Mahagonny.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiXjWd8pLI/AAAAAAAAAMA/SmA74DloMLs/s400/Il+pianoforte+di+Mahagonny.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240104800027976882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiVzcu3hSI/AAAAAAAAALw/CXbzqXLZad4/s1600-h/patchwork+1+BRECHT+bassa.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiVzcu3hSI/AAAAAAAAALw/CXbzqXLZad4/s400/patchwork+1+BRECHT+bassa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240102877564208418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-2295862100334629063?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/2295862100334629063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=2295862100334629063' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/2295862100334629063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/2295862100334629063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-dello-spettacolo_9350.html' title='foto mahagonny'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLiXr3xMhAI/AAAAAAAAAMI/tkVIkqZ7ZmE/s72-c/patchwork+BRECHT+2+bassa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-6193368698416306868</id><published>2008-08-30T01:47:00.012+02:00</published><updated>2008-09-01T22:20:24.467+02:00</updated><title type='text'>la bella dormente nel bosco</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrP6WN95nI/AAAAAAAAASo/zPs8JyggiqU/s1600-h/locandina+Bella+Dormente.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240729717702518386" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrP6WN95nI/AAAAAAAAASo/zPs8JyggiqU/s400/locandina+Bella+Dormente.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La Bella Dormente nel Bosco&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;regia&lt;/em&gt; Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;em&gt;marionette&lt;/em&gt; Compagnia delle Rane&lt;br /&gt;&lt;em&gt;scene&lt;/em&gt; Aldo Zucco&lt;br /&gt;&lt;em&gt;costumi&lt;/em&gt; Giuseppina Maurizi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;luci &lt;/em&gt;Luigi Biondi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;assistente alla regia&lt;/em&gt; Marta Zanazzi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;coordinamento artistico del progetto&lt;/em&gt; Raffaele Di Florio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;&lt;strong&gt;note&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;La Bella Dormente nel Bosco, ovvero “Operina per 6 cantanti 22 coristi e 103 marionette più due topi”, nasce intorno ad un felice azzardo del teatro rendano, mettere in scena come opera vera e propria qualcosa scritto per marionette e cantanti a leggio. Azzardo che ne ha prodotto un altro: far vivere assieme sulla scena i cantanti, il coro e un piccolo esercito di marionette con proporzioni cha vanno dai 50 centimetri ai tre metri d’altezza -per non dimenticare i 10 manovratori che di quelle marionette restituiscono l’anima e il temperamento. La Dormente di Respighi è una fiaba eclettica, a tratti sghemba, che sfiora quel grande rito d’iniziazione al sonno-morte e al sangue-sesso della matrice antica, con il tempo di un walzer nel coro dei piangitori o con l’improvviso fox-trot del finale. Ha appunto una scrittura mista, che sovrappone stili e anime diverse e che ruota ossessivamente tra due tempi, quello magico del castello messo sotto incanto e quello lineare, degli uomini.&lt;br /&gt;E’ stato inevitabile costruire un mondo a vantaggio numerico delle marionette, dove gli uomini vi si perdessero e fossero addirittura indistinguibili in quel paesaggio di fili arti staccati e calotte per la testa. E’ nata così una sorta di ‘fabbrica barocca’ abbandonata, un castello di manovra che si rimette in moto con le sue ruote arrugginite e i suoi arcolai per risvegliare quello strano popolo dormente e trasformarsi in bosco, sala del trono o coro di stelle con il solo uso delle luci. Allora ogni protagonista, destinato a interpretare più di una parte, avrebbe avuto il suo doppio marionetta, ad altezza umana o, come fosse un’altissima anima, oltre i tre metri. Innescando così quel gioco di raddoppiamenti specchi corrispondenze e ambiguità tra personaggi su cui poggia la struttura metamorfica di ogni fiaba. Lo stesso coro vestito come se fosse una collezione impolverata di bambole di pezza e cenci, che manovra e subisce il proprio doppio, viene a trovarsi in una posizione terza, intermedia, come una vera e propria soglia tra due mondi.&lt;br /&gt;Questa Dormente è stata possibile grazie alla sorprendente integrazione di tutto lo staff tecnico-artistico, come se, da subito, ci si fosse intesi al primo sguardo: le incantevoli, vivissime marionette di polistirolo e cencio della Compagnia delle Rane, l’intelligenza interpretativa di tutti i manovratori, la scenografia ‘bruciata’ e mobilissima di Aldo Zucco, i costumi stratificati di Giuseppina Maurizi, le luci da festa da ballo da processione da baraccone e da varietà di Luigi Biondi e su tutti, il coordinamento puntuale e visionario di Raffaele Di Florio.&lt;br /&gt;E quando la ‘fabbrica delle marionette’ ha aperto i battenti per gli altri compagni di strada: il nostro direttore d’orchestra, i cantanti e tutto il coro, abbiamo scoperto che il nostro mondo di marionette aspettava solo questo per accendersi.&lt;br /&gt;Sono molte le persone che compongono la carovana de La Bella Dormente nel Bosco, eppure quest’operina sembra ancora avere la leggerezza di un teatrino viaggiante.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrPbtp8uFI/AAAAAAAAASg/BKDmI1MF9gI/s1600-h/invito+Bella+Dormente.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-6193368698416306868?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/6193368698416306868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=6193368698416306868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6193368698416306868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6193368698416306868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/archivio-la-bella-dormente-nel-bosco.html' title='la bella dormente nel bosco'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrP6WN95nI/AAAAAAAAASo/zPs8JyggiqU/s72-c/locandina+Bella+Dormente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-8398851921440788047</id><published>2008-08-30T01:47:00.009+02:00</published><updated>2008-09-01T02:32:37.590+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la bella dormente nel bosco'/><title type='text'>foto e bozzetti bella dormente nel bosco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLs3dCSS8vI/AAAAAAAAASw/Co6WSttCrG4/s1600-h/DSCF0737.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLs3dCSS8vI/AAAAAAAAASw/Co6WSttCrG4/s400/DSCF0737.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240843563345048306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrPJ8e_mKI/AAAAAAAAASY/OiVvPib7O4Q/s1600-h/IMG_1160+ok.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240728886160890018" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrPJ8e_mKI/AAAAAAAAASY/OiVvPib7O4Q/s320/IMG_1160+ok.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrOkrua7gI/AAAAAAAAASQ/qQOlvL0aj4w/s1600-h/IMG_1217+ok.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240728246007033346" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrOkrua7gI/AAAAAAAAASQ/qQOlvL0aj4w/s320/IMG_1217+ok.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240727970324380690" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrOUoujfBI/AAAAAAAAASI/hRUawg-WD7M/s320/IMG_1132+ok.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240727657788741074" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrOCccQFdI/AAAAAAAAASA/K9YBUyX4ga4/s320/IMG_1308+ok.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240727534795918562" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrN7SQejOI/AAAAAAAAAR4/g9lvmtvsHVs/s320/IMG_1348+ok.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240727398243108514" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrNzVjwBqI/AAAAAAAAARw/ZrpPk0Bf9BM/s320/IMG_1333.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240727217910080274" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrNo1xAYxI/AAAAAAAAARo/ZMkJxz8faM4/s320/coro-stelle.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240726987009459074" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrNbZmAg4I/AAAAAAAAARY/LlDclE2Unt4/s320/coro-piangitori.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrNghhdNgI/AAAAAAAAARg/z4hKHpZi7Ps/s1600-h/coro++base-marionette+b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrL-UNvllI/AAAAAAAAARI/RAGRTHsIJ2o/s1600-h/IMG_1348+ok.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrL0CR0wqI/AAAAAAAAARA/bzq1CzcD4Us/s1600-h/IMG_1333.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-8398851921440788047?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/8398851921440788047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=8398851921440788047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/8398851921440788047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/8398851921440788047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-della-spettacolo.html' title='foto e bozzetti bella dormente nel bosco'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLs3dCSS8vI/AAAAAAAAASw/Co6WSttCrG4/s72-c/DSCF0737.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-6048978059301305027</id><published>2008-08-30T01:44:00.016+02:00</published><updated>2008-09-03T02:06:42.743+02:00</updated><title type='text'>il libro delle domande</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJ8BCiTbI/AAAAAAAAAQ4/tgbq_KEA9ng/s1600-h/immagine+locandina+blog+r.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240723149307399602" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 124px; height: 264px; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJ8BCiTbI/AAAAAAAAAQ4/tgbq_KEA9ng/s320/immagine+locandina+blog+r.jpg" border="0" height="271" width="120" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="color: rgb(51, 51, 0);"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;&lt;em&gt;racconti dalla Salepetrière&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;paragrafo I&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Libro delle Domande&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ideazione e regia&lt;/em&gt; Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;testo di&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Lisa Ferlazzo Natoli e Monica Angrisani, Valentina Curatoli, Alice Palazzi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;con&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Monica Angrisani Valentina Curatoli Alice Palazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;scene&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Fabiana di Marco&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;costumi&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Gianluca Falaschi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;disegno luci&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Augusto Canu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;collaborazione artistica&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Tadema De Sarno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aiuto regia Marta Zanazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;ideazione diapositive&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Maddalena Parise&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:Courier New;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:Courier New;" &gt;&lt;strong&gt;note&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;La Salpetrière, " la città delle donne incurabili", il più grande ospizio-ospedale di Francia, dove alla fine dell''800 durante le 'Lecon du Mardì' del professor Charcot, come fossero spettacoli pubblici- una grande 'macchina ottica'- si è messa in scena la follia per provare a decifrarne la natura attraverso un corpo, quello femminile. La Salpetrière, che all'alba del '900, tra scienza e ossessione, fa di questo corpo una mappa da tracciare, di cui afferrare e sorvegliare le pulsioni oscene, da fotografare accuratamente da conoscere e curare. Anatomia su cavie vive, medici insaziabili pubblico variegato e isteriche teatralmente consenzienti: "la mia anomalia ti seduce, il mio corpo esposto e disposto ti seduce, se mi lascio guardare e tracciare ti seduco e allora andrò in scena, mi metterò 'in posa' mi guarderanno, sarò 'curata' e avrò ancora, forse, la possibilità d'esistere".&lt;br /&gt;La Salpetrière, "il piccolo arsenale", "l'emporio delle miserie"- ci sono luoghi che si avvinghiano all'immaginazione lavorano i desideri ma restano dormienti, poi avviene una detonazione, sempre singolare, che precisa lo sguardo, precipita il lavoro e lo butta in scena&lt;br /&gt;Sono i destini e le passioni di alcune delle donne che hanno attraversato quella città nel cuore di Parigi: Blanche Wittman, la paziente prediletta di Charcot, Augustine l'isterica per eccellenza, Loie Fuller grande ballerina americana, Marie Curie, il premio Nobel per la fisica, Sarah Bernhardt, Jane Avril, la star del Moulin Rouge ex internata della cittadella. Tutte in qualche modo straniere, toccate da passioni anomale, corpi pubblici guardati a vista in un'epoca che costruisce il suo futuro tra scienza e azzardo, tra controllo e spettacolo.&lt;br /&gt;Immagino queste donne tornate alla Salpetrière, ormai deserta, immagino i laboratori della stessa Curie all'interno dell'ospedale, ed è proprio da quell'edificio, su un palchetto-patibolo, dopo una lenta vestizione che le prepara a mentire, alla 'faticosa messinscena', a scrivere su una lavagna lunga e nera i fatti per ricostruire una storia, trattenere un ricordo e dare un nome e un senso.&lt;br /&gt;Sono rimaste in poche.&lt;br /&gt;Blanche Wittmann, l'isterica marchiata a fuoco da un amore, torso senza gambe e senza un braccio a causa delle radiazioni, dopo la Salpetrière compagna di lavoro e di vita della Curie. Marie Curie, la scienziata, affetta da lesioni da congelamento sentimentale, crisi sonnambuliche e di panico, vedova, caduta nello scandalo di un amore proibito, già malata di cancro forse. Ce n'è una terza, enigmatica, il Coniglio, che presta il corpo a tutte le altre, produce perturbamento discontinuità e in un gioco d'attrice, una finzione, riattiva il passaggio oscuro di tutti i loro uomini, ogni postura da attacco isterico fotografata e catalogata, le storie anonime di altre internate. E infine mima la 'danza della farfalla', la danza dei folli che fa fuori il passato e rende liberi, il breve attimo in cui tutto è possibile, in cui si crede che tutto possa ricominciare da capo.&lt;br /&gt;Tutte e tre hanno un destino singolarmente corporale fatto di mutilazioni, di passioni amputate, le lega assieme una regola delle attrazioni pericolosa e bellissima, come fossero una il fantasma dell'altra, come se il destino di una si compiesse solo a patto d'avere una posto dentro il corpo dell'altra, solo guardata e prestata ai suoi desideri. In altre parole saper amare e essere amata, del solo amore che valga la pena d'esser raccontato, 'amour fou', in-curabile e vorace, sempre mobile e opaco, che deve far male, che imprigiona e si vorrebbe uccidere. Che trascina in vita e verso una caduta.&lt;br /&gt;Passione fantasma quando l'abbiamo perduta, e ci ha abbandonato.&lt;br /&gt;Cosa vogliono queste donne su quel palchetto?&lt;br /&gt;Ecco che il titolo non mi sembra più così azzardato, Il Libro delle Domande, da Jabes e la tradizione ebraica: le domande infatti, non le risposte, rivelano i desideri con ciò che tacciono, per quel che allora la risposta ha di menzognero, per ciò che si sarebbe voluto che fosse.&lt;br /&gt;Per quanto irragionevole possa sembrare vogliono indagare la natura dell'amore e della scienze moderne, come fossero una cosa sola, nella speranza che non siano 'solo' mortali, con il loro fondo enigmatico e imprevedibile, che spinge o costringe a darsi in cavia e a seguire un'ossessione.&lt;br /&gt;Non è un dramma, è un gioco che lascia cadere arti tutti falsi, disegna corpi in mutazione e racconta i desideri e i fallimenti di queste donne su un palchetto da commedia dell'arte, per rivoltare il gioco del potere che le aveva messe in scena.&lt;br /&gt;L'amore è contagio la follia è contagio il radio è contagio.&lt;br /&gt;E' come se il radio, quella luminescenza azzurrognola, quell'aura come la chiamavano alla Salpetrière, circondasse i corpi di queste donne, fatato e fatale.&lt;br /&gt;Il radio è bellissimo.&lt;br /&gt;Il radio, come l'amore, bellissimo e mortale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;note di proiezione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le fotografie hanno abitato sin dall’inizio il cantiere messo in campo dal Libro delle domande; di immagini si è infatti intessuta la scrittura dei corpi e la drammaturgia dello spazio della regia. La presenza di altre immagini proiettate durante lo spettacolo - quell’infiltrazione di fotografie che senza aggiungersi, potesse prender parte alla messa in scena – è stata possibile grazie al supporto della diapositiva: sottile pellicola luminosa - mobile e discreta - che si sovrappone, senza cancellarli, allo spazio e ai corpi delle attrici. &lt;br /&gt;Si è scelto un proiettore di diapositive manuale perché le immagini si accordino agli spazi e ai corpi evitando che scorrano slegate dalla drammaturgia. Le diapositive, proiettate dal vivo, durante lo spettacolo, si trasformano allora in una presenza in movimento che si lascia scandire dal ritmo della scena, dirigere dall’occhio del regista, e che allo stesso tempo provoca piccoli movimenti, aperture luminose di immagini. Il proiettore diventa una specie di macchina fotografica “rovesciata” che invece di immortalare i suoi soggetti, vomita immagini fatte di luce. Le diapositive scivolano a poco a poco nel carrello o spariscono di botto; si sfocano sotto uno sguardo o si precisano con una parola; si spostano secondo le direzioni disegnate dai corpi o le linee architettoniche dello spazio, seguono o contrastano un movimento. E’ attraverso quest’uso dell’immagine proiettata che in seguito si è precisata anche la scelta delle immagini stesse. Fotografie trovate nei libri, immagini che cercano di non ricalcare l’iconografia della Salpetrière, ma di aprire invece lo spazio del “fuori”, il campo del ricordo: la luce azzurrognola del radio di Marie Curie, i cappelli mai indossati da Jane Avril o le gite al lago immaginate da Blanche Wittman. Fotografie antiche o più recenti, alcune adattate o riquadrate, altre ingrandite a dismisura. Un doppio ritratto di Moholy Nagi o un profilo di Victor Hugo scivolano come fossero doppi dei volti delle donne; mappe e corridoi si adattano allo spazio ristretto di una lavagna; un negativo di Rodchenko immobilizza gli scatti di una danza. La Salpetrière viene allora riecheggiata di lontano, con la tassonomia di un’ala di mosca, con piccoli provini volti di donne, con il telaio vuoto di una diapositiva, la luce bianca dell’elettroshock.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;noterelle sui suoni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per prima cosa immagina  il luogo, nudo e senza  quinte, come fosse lì da sempre – un ospedale con dentro un teatro, che prima era un arsenale nel cuore di Parigi, una città nella città, inferno nel cuore di Parigi…e prima ancora era un cimitero,  nel cuore di Parigi…un ospedale costruito nello stile dei palazzi del re sole, stanze dentro stanze infiniti corridoi…Eppure è anche un luogo astratto, stranamente aperto, luminoso, dove tre donne sembrano essere colte in una sorta di fuori scena, prima di prepararsi ad entrare…nella storia e nel libro e nel teatro ospedale cimitero arsenale città…nel il ventesimo secolo…elettricità e magnetismo, luci e rumori di mondi lontani.&lt;br /&gt;Lo so che una descrizione non la volevi, ma i luoghi hanno i loro suoni e così le epoche, anche  quelle  immaginarie, quelle  anticheantiche  che  sembrano  essersi incastrate  nel  futuro…&lt;br /&gt;Mi interessano molto tutti i suoni di radio, di elettricità e le voci che sembrano essere rimaste incastrate 'nella' radio e nelle mura, i brusii lontani e improvvisamente vicini il rumore delle mura stesse, quale sarà?…l'eco di una musica che sembra ricominciare sempre, gli uccelli, si ma quali? Quelli nei nidi sotto ai tetti, e i gabbiani in picchiata il borbottio di corvi, amo tanto l'upupa ma non credo abbia casa qui; insomma ce ne sono molti nel nostro strano luogo, ma non voglio saturare le orecchie  Il gorgoglio dell'acqua e comunque l'acqua che si muove, ma non del mare, quella delle tubature e dei laghi, dei rigagnoli; erano belli, vorrei provarli, quei suoni di coltelli nel tuo pezzo, e passi, scope che puliscono per terra, un grattare nei  muri, forse di topi - mi piacciono i topi, il vento i tanti venti di dentro e di fuori, e il respiro pesante di chi dorme e il fuori di una città lontana, non troppo moderna però, qualcuno che ridacchia e racconta, cigolio di letti, la pioggia forse, finestre che sbattono, il legno che scricchiola, un tarlo, cani in lontananza, si lo so è banale, ma m'incanta, il borbottio di una fiera di paese, qualcosa di un circo, una musica una che torna spesso, ma è semplice, come fosse una giostrina cupa, poi un canto dimenticato, i clic di una macchina fotografica. E ancora: il rumore  di un carro, le ruote sul lastricato, veloci e forti,  un treno? Ma forse è uno di quei tram di tanto tempo fa, fango fanghiglie…Vorrei ascoltare anche suoni astratti, cui non so dare un nome, perché mi piacerebbe che ci fosse un'alternanza sottile, come uno spostamento impercettibile tra suoni naturali e non….&lt;br /&gt;Ora mi sembra d'aver esaurito l'ottuso elenco, so che c'è poco tempo e che tutto questo è ad un tempo niente e quindi troppo, la difficoltà sarà nel ttrasformare quello che infra - sentono le mie orecchie in suoni specifici concreti e vivi. &lt;br /&gt;Mi piacerebbe, per un futuro, un suono mobile che disorienti, cui le attrici possano rispondere….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-6048978059301305027?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/6048978059301305027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=6048978059301305027' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6048978059301305027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6048978059301305027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-dello-spettacolo_3525.html' title='il libro delle domande'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJ8BCiTbI/AAAAAAAAAQ4/tgbq_KEA9ng/s72-c/immagine+locandina+blog+r.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-3091365279967546198</id><published>2008-08-30T01:42:00.004+02:00</published><updated>2008-09-01T02:27:33.810+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il libro delle domande'/><title type='text'>foto il libro delle domande</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJWkAVraI/AAAAAAAAAQw/9QeDhUAdRgo/s1600-h/B+&amp;amp;+M+1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240722505858395554" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJWkAVraI/AAAAAAAAAQw/9QeDhUAdRgo/s320/B+%26+M+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJRdQxLDI/AAAAAAAAAQo/_2weL4c2hrI/s1600-h/IMG_8507.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240722418148912178" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJRdQxLDI/AAAAAAAAAQo/_2weL4c2hrI/s320/IMG_8507.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJLfU1CgI/AAAAAAAAAQg/CT6D07qdfb0/s1600-h/IMG_8516.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240722315623598594" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJLfU1CgI/AAAAAAAAAQg/CT6D07qdfb0/s320/IMG_8516.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLrJFyow51I/AAAAAAAAAQY/Rvw1g67q4mQ/s1600-h/B+&amp;amp;+M+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240722217728272210" style="margin: 0px auto 10px; 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display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq5_aYN3SI/AAAAAAAAAOg/RfUE7EP4RZw/s400/SCIASCIA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;font-size:130%;"  &gt;&lt;strong&gt;favole della dittatura&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;“un bel giorno per morire”&lt;br /&gt;uno studio da Il Contesto di Leonardo Sciascia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;progetto e regia&lt;/em&gt; Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;assistenti alla regia&lt;/em&gt; Monica Angrisani e Alice Palazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;scrittura scenica collettiva&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;con&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Simone Barraco Kadia Baston Simone Castano Selene D’Alessandro Giordano Di Palma Matteo Latino Fortunato Leccese Imma Lombardi Chiara Lombardo Emamuela Lumare Fabio Monaco Ramona Nardò Cristhian Piscitelli Elisa Porciatti &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;plot&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Un giudice viene ucciso misteriosamente e il commissario Rogas, poliziotto con vocazione da intellettuale, è incaricato d'indagare; le ricerche sembrano implicare membri del partito rivoluzionario, per cui il commissario ha una certa simpatia. Ma Rogas ha dei dubbi che vi siano ragioni politiche dietro l’assassinio e, mentre altri giudici vengono inesorabilmente ammazzati, Rogas risale ad un possibile colpevole, il farmacista Cres. E’ forse la vendetta privata di un innocente contro l'ordine giudiziario. Nel corso delle lente e minute indagini il commissario si scopre manipolato dagli alti ranghi della politica, persino dal cosiddetto partito rivoluzionario: proprio nessuno vuole un responsabile anonimo che punti il dito contro i giudici, molto più utile adombrare un attacco allo stato e difenderne così i privilegi.&lt;br /&gt;Cres non sarà mai trovato, quasi fosse diventato invisibile, e Rogas- che del farmacista ha quasi finito per condividere le ragioni - si accorge che quella rivoluzione tanto promossa dal partito rivoluzionario è già stata spostata per prudenza in data da definirsi. Il commissario forse ammazzerà il segretario del partito, forse finirà incautamente in una trappola dei servizi segreti, di certo sarà ritrovato morto e un colpevole in più resterà sconosciuto.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;note&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Favole della dittatura – sempre da Sciascia - il nome che ha subito preso il nostro lavoro, come ad accompagnare una scrittura fatta di stanze, raccolta intorno a quadri, ai nodi e alle piccole storie che sono andate via via solidificandosi nel lavoro d’improvvisazione e di drammaturgia intorno a Il Contesto.&lt;br /&gt;I temi del Contesto -assassinio giustizia e rivoluzione- cose grosse ma incastrate in una storia piccola, concreta, modificabile, piena di spazio perché vi si inserisse la scrittura degli attori, questo ci ha permesso di trovare un filo rosso sulla traccia dell’errore giudiziario, e di incastrarlo in micro racconti presi dal romanzo o rubati alla fantasia dei giovani attori.&lt;br /&gt;Ho subito immaginato un andamento corale e il paesaggio su cui poteva costruirsi: sempre un luogo pubblico, sia esso una sala d’attesa, un treno o una chiesa; costruito e modificato dai quattordici protagonisti con a disposizione solo altrettante sedie. Uno spazio aperto, pubblico appunto, sempre condiviso e noto alla memoria di chi guarda, da cui guardare come se fosse la platea ad essere implicata nel racconto, parte di quel mondo di “uomini ominicchi e quaquaraquà” di cui parla Sciascia.&lt;br /&gt;Ne è venuta fuori una prima incursione nella vicenda de Il Contesto, incompleta e a tratti arbitraria come gli oggetti di una collezione privata, legati più da una somiglianza emotiva e dal desiderio costante di restituire il romanzo al suo inquietante sottotitolo, “una parodia”. Uno studio appunto.&lt;br /&gt;Sciascia ci ha ricordato di dove veniamo, perché ripercorre le pieghe e le trappole della storia italiana in maniera minuta, come un artigiano e con l'occhio attento di un investigatore; raccoglie questo 'passato che non passa’, incantevole e terribile, in una rete di storie diverse svolte intorno all'inchiesta, all'inquisizione insomma sotto forma di giustizia e d’abuso, dove il potere schiaccia le sue vittime facendone un popolo di conniventi.&lt;br /&gt;E ci ha dato utensili di prim’ordine per lavorare su un palco: il romanzo poliziesco, luogo chiuso con regole ferree –che lo scrittore stesso usa e tradisce- e che sempre implica un delitto, un punto di rottura grazie al quale l'azione si fa spessa e visibile, e sotto la cui traccia si nasconde un pensiero politico civico e filosofico, trattenendone una concretezza inquietante.&lt;br /&gt;E sopratutto la lingua, la lente d'ingrandimento su parole e concetti che ci formano o ci 'sformano', l'uso della scrittura come tentativo di resistenza, da eretico, nell'etimologia stessa della parola, 'uomo che ha fatto una scelta'; la sua lingua così leggera e puntuale, il bellissimo italiano da siciliano che ben conosce le origini e il peso delle parole.&lt;br /&gt;Quattordici sedie, le parole di Sciascia, e un tempo buono per riflettere e provare. Abbiamo cominciato di qui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq4bWtmMzI/AAAAAAAAAOQ/kKjlpbDRvqA/s1600-h/5.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq4SxMojjI/AAAAAAAAAOI/Ok9a5K79rT4/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq4LiAqQiI/AAAAAAAAAOA/FCyZIfTwyD0/s1600-h/4.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq4GLbKaPI/AAAAAAAAAN4/7SowtOkzSr0/s1600-h/3.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq4AP9jPtI/AAAAAAAAANw/1mOhQ65cy6U/s1600-h/2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq34j2E00I/AAAAAAAAANo/3q3-_WwVU4s/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqoZbN-kdI/AAAAAAAAANA/F8q0DiZMMfM/s1600-h/IMG_0720.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqn8orw3PI/AAAAAAAAAMw/yX84mfSHfgI/s1600-h/g.+cohen.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-7309971561448046916?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/7309971561448046916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=7309971561448046916' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/7309971561448046916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/7309971561448046916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-dello-spettacolo_30.html' title='favole della dittatura'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq5_aYN3SI/AAAAAAAAAOg/RfUE7EP4RZw/s72-c/SCIASCIA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-4861236086579133212</id><published>2008-08-30T01:39:00.029+02:00</published><updated>2008-09-01T02:26:36.645+02:00</updated><title type='text'>foto favole della dittatura</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq90e5zNMI/AAAAAAAAAPI/Pmo0Jsju_YA/s1600-h/5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240709825745335490" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq90e5zNMI/AAAAAAAAAPI/Pmo0Jsju_YA/s200/5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq9vYqd20I/AAAAAAAAAPA/ByQjLR9OZZw/s1600-h/4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240709738171063106" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq9vYqd20I/AAAAAAAAAPA/ByQjLR9OZZw/s200/4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240709581135316482" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq9mPqOhgI/AAAAAAAAAO4/kXG0f-TqJeQ/s200/3.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240709490462760434" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq9g94NHfI/AAAAAAAAAOw/rZp9inlN7bs/s200/2.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240709415866320626" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq9cn_BxvI/AAAAAAAAAOo/6GyzqVPcPC4/s200/1.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqvz7LXCFI/AAAAAAAAANg/RJEQR5zAq2Y/s1600-h/SCIASCIA.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-4861236086579133212?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/4861236086579133212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=4861236086579133212' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4861236086579133212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4861236086579133212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-dello-spettacolo_9112.html' title='foto favole della dittatura'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLq90e5zNMI/AAAAAAAAAPI/Pmo0Jsju_YA/s72-c/5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-4148753273961876887</id><published>2008-08-30T01:38:00.007+02:00</published><updated>2008-09-01T02:26:09.441+02:00</updated><title type='text'>il viaggiatore insonne</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqimwrWTrI/AAAAAAAAAMo/tT7ZOX6dovk/s1600-h/penna.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240679903184441010" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqimwrWTrI/AAAAAAAAAMo/tT7ZOX6dovk/s200/penna.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Viaggiatore Insonne&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;canzoniere per Sandro Penna&lt;br /&gt;regia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;con&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Lisa Ferlazzo Natoli &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;voce&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Gabriele Coen &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;clarinetto e sassofoni&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Luigi Biondi &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;luci&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Francesco Bala &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;suono&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Alice Palazzi &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;assistente alla regia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Maddalena Parise &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;immagini&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;musiche&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Gabriele Coen&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;&lt;strong&gt;note&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;"Ritorna dunque il tempo del mio vagabondare?",&lt;br /&gt;se guardo il filo rosso su cui si è fatta la scelta di questo piccolo canzoniere, mi accorgo d'aver cercato di catturare un movimento, un camminare che, come un pendolo affilato, non ha cessato di oscillare tra un impulso luminoso, uno stupore della vita, e il senso brusco di un risveglio, di un esilio in cui la stessa vita si trasforma, appena quell'impulso si consuma. L'onda che si produce in questo movimento ha la natura di un canto, a tratti improvviso, altre volte prolungato, che intona un 'discorso sul desiderio' e lo stringe in versi giusto il tempo per intravedere un corpo, una fanciullezza acquatica e felice, che renda vivibile l'esperienza del mondo. In quell'attimo, che dura al massimo il tempo d'una canzone, quel mondo che si è guardato e guardato e guardato, si apre e si lascia sfiorare. Ed è proprio lì, in quell'interstizio che si consuma la parola poetica, tra l'istante in cui la vita finalmente vive e il suo prolungato doloroso ricordo, perché la luce non sa della pioggia e la pioggia non sa della luce, in una faglia da cui strappare pochi suoni, una pennellata veloce, l'impressione di un sogno, una variazione di tono, una canzonetta e un tuffo al cuore che dura solo il tempo breve di un epigramma. Festa segreta di parole. E resta l'impressione che siano cavate fuori da una piega nel mondo, da un 'qui ed ora' lancinante, ancora impigliate in una luce, nel ritmo di una corsa a perdifiato, nel respiro trattenuto di chi vorrebbe durasse in eterno. Che Penna allora si scoprisse in un viaggiare senza posa, non mi sembra strano, proprio per quel pendolo affilato, in un'Italia concreta, cui rubare treni e campane, osterie spiagge e carri funebri, ma come dentro a un sogno, con la gioia solitaria dell'esilio, la gioia misteriosa e radicale dell'anonimato. Tutto diventa sognato, in dormiveglia o strappato al sonno, come se il corpo intero si rifiutasse d'appartenere alla realtà e, in un'indifferenza assoluta di sé, si sciogliesse solo in una pulsione, un desiderio, 'infrazione' terribile, perché semplicemente tale, cantata e ripetuta, felicemente malata.&lt;br /&gt;C'è sempre qualcosa che inquieta il mondo- amore, forse lo chiamerebbe Penna- quando non scende a patti con il reale, anzi lo fa fuori, vocandosi ad un'indecente dissipazione, piuttosto che conservarsi e trattenere un senso stabile. E' di nuovo quella faglia nell'onda che mi incanta e che si lascia dire solo provando a raccogliere una 'conversazione sentimentale'- a lungo desiderata e nata là per là, asimmetrica, a mezzo di un pensiero, in controtempo - tra poesia e poesia, tra voce e parola, sassofono e un dittico veloce, tra un sussurro notturno e il riso forte d'un addio, il suono prolungato del clarino e il ritmo spezzato della pioggia che batte sulle porte del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Nel sonno incerto sogno ancora un poco.&lt;br /&gt;E' forse giorno. Dalla strada il fischio&lt;br /&gt;di un pescatore e la sua voce calda.&lt;br /&gt;A lui risponde una voce assonnata.&lt;br /&gt;Trasalire dei sensi - con le vele,&lt;br /&gt;fuori, nel vento? - io sogno ancora un poco.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqhxhPy3-I/AAAAAAAAAMg/zwOlgovSxX4/s1600-h/testo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqhnBVQenI/AAAAAAAAAMY/0sV9-uF5LMM/s1600-h/penna.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqhSIpJ9YI/AAAAAAAAAMQ/nFAwMfH99K4/s1600-h/penna.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-4148753273961876887?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/4148753273961876887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=4148753273961876887' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4148753273961876887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4148753273961876887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/archivio-il-viaggiatore-insonne_7863.html' title='il viaggiatore insonne'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqimwrWTrI/AAAAAAAAAMo/tT7ZOX6dovk/s72-c/penna.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-1788032561198277188</id><published>2008-08-30T01:37:00.009+02:00</published><updated>2008-09-01T02:25:51.372+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il viaggiatore insonne'/><title type='text'>foto il viaggiatore insonne</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240689253079271426" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 209px; height: 264px; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqrG_v_SAI/AAAAAAAAANY/8eTi5YUGd80/s320/IMG_0720.jpg" border="0" height="284" width="230" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240689179555330194" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqrCt2g-JI/AAAAAAAAANQ/uHYAAaFrseQ/s320/penna+bn.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5240689094121353794" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqq9vld8kI/AAAAAAAAANI/v2AoWWwUta0/s320/g.+cohen.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-1788032561198277188?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/1788032561198277188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=1788032561198277188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/1788032561198277188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/1788032561198277188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foo-di-scena-dello-spettacolo.html' title='foto il viaggiatore insonne'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLqrG_v_SAI/AAAAAAAAANY/8eTi5YUGd80/s72-c/IMG_0720.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-4984292604459561394</id><published>2008-08-26T03:21:00.009+02:00</published><updated>2008-09-01T02:25:25.228+02:00</updated><title type='text'>la casa d'argilla</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNbY96W8WI/AAAAAAAAAKA/Wl3JszAmUhg/s1600-h/LOCANDIN+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238631276056342882" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNbY96W8WI/AAAAAAAAAKA/Wl3JszAmUhg/s400/LOCANDIN+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-size:130%;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La casa d'argilla&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;testo e regia&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;scrittura scenica collettiva&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;con&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Monica Angrisani &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Antonia&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Valentina Curatoli &lt;em&gt;Maria&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Tania Garribba &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Lena&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Alice Palazzi &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Anna&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Paola Tintinelli &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Agnese&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;scene e costumi&lt;/em&gt; Fabiana Di Marco&lt;br /&gt;&lt;em&gt;luci&lt;/em&gt; Luigi Biondi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;musiche&lt;/em&gt; Gabriele Coen e Andrea Pandolfo&lt;br /&gt;&lt;em&gt;suono&lt;/em&gt; Fabio Vignaroli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;fonico&lt;/em&gt; Francesco Bala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;foto&lt;/em&gt; Sveva Bellucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;note&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Argilla, roccia nata dal fango, bianca e porosa, terra friabile pronta a sgretolarsi.&lt;br /&gt;Casa, luogo parentale, abitato da fantasmi e memorie, mentre dall'esterno penetra, per le crepe dei muri, un'aria densa di sortilegi.&lt;br /&gt;Casa che emette voci gemiti, sgocciolii d'acqua e suoni lontani.&lt;br /&gt;Solo un tavolo lungo e stretto e cinque donne intorno, sei sedie. Interno dove guardare come dal buco di una serratura, primo piano su un'orda al femminile.&lt;br /&gt;Quattro donne sono appena tornate, la quinta le accoglie, forse le ha chiamate. Per assistere la madre morente? O per ricordarla? Ma è davvero la madre in quella camera chiusa? E' solo lei che sta morendo?&lt;br /&gt;Come fosse cibo, dopo una lunga astinenza, le donne consumano e divorano immagini e storie, desideri rancori, memorie d'infanzia e ossessioni, mentre il giorno s'incrina nella notte e la notte nell'alba, il tempo bianco della vestizione.&lt;br /&gt;Quel tavolo, come una trappola per topi, espone i corpi e produce mutazioni: posture anomale- le spalle, i profili, le sole gambe e le mani come arti smembrati; spazi inattesi- il sotto tavolo, il sopra, il piano orizzontale come un campo da esplorare; buchi temporali- memorie mobili, instabili tra passato e presente. Finzioni e travisamenti volontari.&lt;br /&gt;Si veglia una morte e una morte le veglia, il corpo resiste, ha una voce e un odore, si ostina a non voler morire. E una lotta s'ingaggia con i morti, in un'intimità meravigliosa e terribile, sgranando, come sul rosario di famiglia, un inventario e una conta dei defunti, un calendario di abbandoni precoci.&lt;br /&gt;La veglia riguarda il morire, e l'essere vigili, è una soglia e un tempo di mezzo, ricorrenza tra le morti, che sostituisce al coro antico dei lamenti una festa di corpi di risate e di canti. Si celebra il defunto? O la vita che resiste? O è una festa d'addio?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La casa d'argilla&lt;/em&gt; si è scritta sui corpi delle attrici, intorno ai temi della morte del luogo familiare e del desiderio, producendo biografie e mutazioni, sdoppiando e sfocando le immagini, come in una foto in movimento. Un gioco di assonanze e rimembranze in cui i testi fossero tracce suggestioni, affetti per esplorare il linguaggio di un corpo-coro parentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Quanto più allontano il mio cuore dalla casa d'argilla in queste notti spazzate dal vento e dalla luna, tanto più sono…felice"&lt;/em&gt; Emily Bronte&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-4984292604459561394?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/4984292604459561394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=4984292604459561394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4984292604459561394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4984292604459561394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/la-casa-dargilla.html' title='la casa d&apos;argilla'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNbY96W8WI/AAAAAAAAAKA/Wl3JszAmUhg/s72-c/LOCANDIN+b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-5952407286339416191</id><published>2008-08-26T02:57:00.006+02:00</published><updated>2008-09-01T02:24:51.456+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la casa d&apos;argilla'/><title type='text'>foto casa d'argilla</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNaKD9KskI/AAAAAAAAAJ4/8GBbxMI9D98/s1600-h/IMG_4837+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238629920469070402" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNaKD9KskI/AAAAAAAAAJ4/8GBbxMI9D98/s320/IMG_4837+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNZTpv16sI/AAAAAAAAAJw/p4kHDLGTZy8/s1600-h/STAMPA_3+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238628985720924866" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNZTpv16sI/AAAAAAAAAJw/p4kHDLGTZy8/s320/STAMPA_3+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNZLTU2qdI/AAAAAAAAAJo/wRa_Gxa0v1s/s1600-h/STAMPA_2+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238628842263194066" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNZLTU2qdI/AAAAAAAAAJo/wRa_Gxa0v1s/s320/STAMPA_2+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNXjJgftaI/AAAAAAAAAJg/u8K47kyv2hE/s1600-h/STAMPA_6+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238627052921271714" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNXjJgftaI/AAAAAAAAAJg/u8K47kyv2hE/s320/STAMPA_6+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNXJoL_U2I/AAAAAAAAAJY/wyP2Yslnvm4/s1600-h/STAMPA_4+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238626614480163682" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNXJoL_U2I/AAAAAAAAAJY/wyP2Yslnvm4/s320/STAMPA_4+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNXjJgftaI/AAAAAAAAAJg/u8K47kyv2hE/s1600-h/STAMPA_6+b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNXjJgftaI/AAAAAAAAAJg/u8K47kyv2hE/s1600-h/STAMPA_6+b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-5952407286339416191?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/5952407286339416191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=5952407286339416191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/5952407286339416191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/5952407286339416191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-dello-spettacolo_26.html' title='foto casa d&apos;argilla'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNaKD9KskI/AAAAAAAAAJ4/8GBbxMI9D98/s72-c/IMG_4837+b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-8813062062006872761</id><published>2008-08-26T02:15:00.005+02:00</published><updated>2008-09-01T02:24:24.482+02:00</updated><title type='text'>gente sul ponte</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238613615833272914" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNLVAdEUlI/AAAAAAAAAJQ/UASY4nmZxbs/s400/8845918858+bn.jpg" border="0" /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;gente sul ponte&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;"Come vivere?" mi ha scritto qualcuno a cui io intendevo fare la stessa domanda.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;spettacolo di parole e musica su testi di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Wislava Szymborska&lt;br /&gt;progetto di&lt;br /&gt;Lisa Ferlazzo Natoli, Gianluca Ruggeri, Gianni Trovalusci&lt;br /&gt;con&lt;br /&gt;Lisa Ferlazzo Natoli &lt;em&gt;voce recitante&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gianluca Ruggeri &lt;em&gt;percussioni e live electronics&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gianni Trovalusci &lt;em&gt;flauto e live electronics&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;note&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Non tutta la poesia lavora la parola come suono, cadenza e segmento temporale.&lt;br /&gt;Il lessico poetico della Szymborska e della sua lingua, formano tracciati di suoni e silenzi, di durate e brevità, scansioni ritmiche e astrazioni liriche in un fluire continuo che crea musica e allo stesso tempo produce il tempo dell'ascolto.&lt;br /&gt;Fraseggio continuo tra essenza sonora del verbo e la leggera astrazione del gioco verbale, oscillazione dello sguardo tra stupore e conoscenza.&lt;br /&gt;Il lavoro della Szymborska invita così ad un gioco ritmico e metrico che ne restituisca l'essenza poetica e la natura ragionativa in un dialogo tra musica e voce, nella dimensione temporale di un concerto, che accompagni chi ascolta su un ponte infinito, sull'orlo sospeso tra suono e silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;testi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17 maggio&lt;br /&gt;Ogni caso&lt;br /&gt;Pi greco&lt;br /&gt;La stazione amore a prima vista&lt;br /&gt;Nulla è in regalo / Sulla morte senza esagerare&lt;br /&gt;Funerale&lt;br /&gt;Torture&lt;br /&gt;Impresso nella memoria&lt;br /&gt;Gente sul ponte&lt;br /&gt;Ad alcuni piace la poesia&lt;br /&gt;Le scimmie di Bruegel&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-8813062062006872761?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/8813062062006872761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=8813062062006872761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/8813062062006872761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/8813062062006872761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/gente-sul-ponte.html' title='gente sul ponte'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNLVAdEUlI/AAAAAAAAAJQ/UASY4nmZxbs/s72-c/8845918858+bn.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-2195407030452497776</id><published>2008-08-26T02:06:00.002+02:00</published><updated>2008-09-01T02:24:05.482+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gente sul ponte'/><title type='text'>foto gente sul ponte</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNK_646nbI/AAAAAAAAAJI/rQjvRNVnvKY/s1600-h/lisa+e+il+muro+petrolio+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238613253562211762" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNK_646nbI/AAAAAAAAAJI/rQjvRNVnvKY/s200/lisa+e+il+muro+petrolio+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNJnc6MuaI/AAAAAAAAAJA/rqfmQewOatk/s1600-h/szymborska.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238611733686040994" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNJnc6MuaI/AAAAAAAAAJA/rqfmQewOatk/s200/szymborska.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNJhHkgxNI/AAAAAAAAAI4/epLQYr5l3jg/s1600-h/IMG_3818.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238611624878720210" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNJhHkgxNI/AAAAAAAAAI4/epLQYr5l3jg/s200/IMG_3818.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-2195407030452497776?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/2195407030452497776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=2195407030452497776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/2195407030452497776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/2195407030452497776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/fotografie.html' title='foto gente sul ponte'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLNK_646nbI/AAAAAAAAAJI/rQjvRNVnvKY/s72-c/lisa+e+il+muro+petrolio+b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-8886366933009296078</id><published>2008-08-26T00:00:00.001+02:00</published><updated>2008-08-26T13:43:32.818+02:00</updated><title type='text'>archivio il canto d'amore e di morte dell'alfiere</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMrqvNwMvI/AAAAAAAAAIQ/WZlTDdSF2q8/s1600-h/LocandinaAlfiere+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238578804790670066" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMrqvNwMvI/AAAAAAAAAIQ/WZlTDdSF2q8/s400/LocandinaAlfiere+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il canto d'amore e di morte dell'Alfiere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;da un racconto di Rainer Maria Rilke&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;di&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;musiche&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Gabriele Coen Andrea Pandolfo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con&lt;br /&gt;&lt;em&gt;canto&lt;/em&gt; Ada Montellanico&lt;br /&gt;&lt;em&gt;voce&lt;/em&gt; Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sax soprano&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;clarinetto&lt;/em&gt; Gabriele Coen&lt;br /&gt;&lt;em&gt;tromba&lt;/em&gt;, Andrea Pandolfo&lt;br /&gt;&lt;em&gt;chitarre&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;chitarra freatless&lt;/em&gt; Lutte Berg&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;luci&lt;/em&gt; Luigi Biondi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;suono&lt;/em&gt; Fabio Vignaroli&lt;br /&gt;&lt;em&gt;assistente alla regia&lt;/em&gt; Alice Palazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;note&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il canto d'amore e di morte dell'Alfiere", tratto da un racconto che Rilke compose nel 1899-“dono inatteso di una sola notte…”- riscrive uno spettacolo di Lisi Natoli, per ricordarlo e rendergli omaggio.&lt;br /&gt;La limpidezza del racconto e della bella traduzione multilingue di Natoli, rendoninvitano a un allestimento in forma di racconto e di concerto; che preservi partiture vocali e improvvisazioni, che passi dalla ballata al melologo, dove le parole si rincorrano, siano esse un canto o il tempo ritmico e selvaggio di un bivacco, le note lunghe di una notte d’attesa nella steppa o il trotto dei cavalli in corsa verso quel castello bianco intravisto all’orizzonte.&lt;br /&gt;La guerra di Leopoldo I d’Asburgo e dell'Impero austroungarico contro i Turchi, dove la cristianità e l'identità europea si sono edificate sulle rovine di altri popoli e di altre culture, è vista da Rilke attraverso lo sguardo di un giovanissimo Alfiere. Lunghe giornate di marce e cavalcate per le distese d’Ungheria, nella polvere del deserto, tra bivacchi, e canti intorno ai fuochi, incroci di grida e di lingue, fratellanze improvvise, nostalgie, desideri d’amore, e cadaveri lungo la strada, ad ogni passo. Un viaggio selvatico e notturno, intrapreso non per andare ma per ritornare, ad una terra, una madre, un amore.&lt;br /&gt;Un rito d'iniziazione alla vita per l'adolescente Christoph, che la guerra muta in rito di morte, dissipando assieme la sua vita, l'amore appena conosciuto e l'innocenza.&lt;br /&gt;Eppure, una strana gioia pervade il canto e svela quel che Rilke amava del suo Alfiere “…un movimento, qualcosa di una felicità non versata e da non versare”; perché anche la morte è un ritornare, ad un’infanzia “impietrata”, condizione incantata, fermata per sempre e recisa da ogni futuro. E le sciabole mortali cha scendono su di lui sono “una festa…un ridente gioco d’acqua…colori estivi…giardini”.&lt;br /&gt;Cinque solisti, come menestrelli contemporanei, cantano dell’Alfiere, ma respirano assieme, e assieme accelerano come una muta di cani, e diventano una piccola orchestra viaggiante, ed è la musica a dettare il tempo e il ritmo delle immagini. E si sentono solo e solo così si vedono i cadaveri e le danze, i saltimbanchi e le armature, i fiumi di vino e il sangue, aggrappati alle voci ed ai suoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lisa Ferlazzo Natoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;musiche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Damiani &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Song Tong&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Andrea Pandolfo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;La sera riposa in un canto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La ballata di Mulan&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;(musica Pandolfo/testo lirica cinese)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Sull'acqua&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Gabriele Coen &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Il bivacco&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;La ballata dell'Alfiere&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Signore è tempo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;(musica Coen/testo Rilke)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il castello&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;G. Coen-A.Pandolfo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;Sogno d'una notte d'amore&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ada Montellanico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);font-family:courier new;" &gt;&lt;em&gt;Era quasi una ragazza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;(Porter/Rilke)&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Lutte Berg &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;La morte delle Alfiere&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-8886366933009296078?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/8886366933009296078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=8886366933009296078' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/8886366933009296078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/8886366933009296078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/il-canto-damore-e-di-morte-dellalfiere_25.html' title='archivio il canto d&apos;amore e di morte dell&apos;alfiere'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMrqvNwMvI/AAAAAAAAAIQ/WZlTDdSF2q8/s72-c/LocandinaAlfiere+b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-6942950692604790111</id><published>2008-08-25T23:54:00.000+02:00</published><updated>2008-08-25T23:56:55.865+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il canto d&apos;amore e di morte dell&apos;alfiere'/><title type='text'>foto di scena dello spettacolo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMqnmgHq8I/AAAAAAAAAII/-B8H2qTInMw/s1600-h/Roccella-jazz-9-2005.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238577651400551362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMqnmgHq8I/AAAAAAAAAII/-B8H2qTInMw/s400/Roccella-jazz-9-2005.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMqgmOCf3I/AAAAAAAAAIA/o5aqFt4fzlw/s1600-h/Roccella-2005-3b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238577531065630578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMqgmOCf3I/AAAAAAAAAIA/o5aqFt4fzlw/s400/Roccella-2005-3b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMqbWBKeXI/AAAAAAAAAH4/o-YSMIZxI-8/s1600-h/rilke,-il-sole-bianco+b.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238577440817314162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMqbWBKeXI/AAAAAAAAAH4/o-YSMIZxI-8/s400/rilke,-il-sole-bianco+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-6942950692604790111?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/6942950692604790111/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=6942950692604790111' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6942950692604790111'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/6942950692604790111'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-dello-spettacolo_25.html' title='foto di scena dello spettacolo'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMqnmgHq8I/AAAAAAAAAII/-B8H2qTInMw/s72-c/Roccella-jazz-9-2005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-4785325652976936687</id><published>2008-08-20T19:43:00.002+02:00</published><updated>2008-09-01T02:23:37.123+02:00</updated><title type='text'>tre sorelle</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SKxX4POZLnI/AAAAAAAAAFY/_xe2BMqVp7U/s1600-h/locandina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236657090396237426" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SKxX4POZLnI/AAAAAAAAAFY/_xe2BMqVp7U/s400/locandina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Tre sorelle&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;quattro movimenti per cinque attrici&lt;br /&gt;da Anton Cechov&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;scrittura scenica e regia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lisa Ferlazzo-Natoli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Olga &lt;/em&gt;Daniela Bruni&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Masha &lt;/em&gt;Ludovica Andò&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Irina&lt;/em&gt; Arianna Gaudio&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nathasha&lt;/em&gt; Antonella Dell’Ariccia&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Cappellaio Matto&lt;/em&gt; Alice Palazzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;musiche&lt;/em&gt; Andrea Pandolfo&lt;br /&gt;&lt;em&gt;luci&lt;/em&gt; Luigi Biondi&lt;br /&gt;&lt;em&gt;costumi&lt;/em&gt; Katrin Marras&lt;br /&gt;&lt;em&gt;scene&lt;/em&gt; Lisa Ferlazzo-Natoli, Manuela Pietraforte&lt;br /&gt;&lt;em&gt;foto &lt;/em&gt;Sveva Bellucci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;note di regia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 153);font-family:courier new;" &gt;&lt;span style="color: rgb(204, 255, 255);"&gt;Lo spettacolo,si ispira liberamente al testo di Cechov, componendo una partitura polifonica di suoni corpi e oggetti, su cui la luce -fatta di riflessi e rifrazioni- attraversa lo spazio come una traccia d’ombra.&lt;br /&gt;“Tre sorelle” è qui un racconto ‘al femminile’,femminile metamorfico dove le identità subiscono mutazioni - come nella magia e nella fiaba - che ha il ritmo del vaudeville così caro a Cechov, tragico e leggero al tempo stesso.&lt;br /&gt;Casa Prozorov è il cerchio magico che tiene il mondo fuori, imprigiona ma assieme custodisce i desideri delle sorelle: il ritorno a Mosca, sempre differito, gli amori ‘mancati’, il ricordo del padre morto e un futuro solo da immaginare. Due figure aprono linee di fuga tra le sorelle : Natasha - moglie del fratello Andrej - che sottrae gesti e oggetti, ricordi e parole; e una sorta di Cappellaio Matto, voce di tutti gli uomini assenti, maestro di cerimonie che assume le forme dei loro desideri.&lt;br /&gt;Così tutto in casa Prozorov è su piano inclinato, le metamorfosi si espandono per contagio, rendono sismico lo spazio e instabili persino le parole, come a staccarle dalle cose che nominano. Anche il tempo che ha il rassicurante ritmo delle stagioni e profuma d’infanzia, è solo uno dei tempi che coabitano nella memoria, mobili come palline di mercurio, senza sosta né ordine: si, era maggio ma “che freddo! e che neve!”.&lt;br /&gt;E le sorelle si fanno come sbiadite, consumate; sgomente -“ ci dimenticheranno ” - destinate a ricominciare da capo – “ ti ricordi? ti ricordi?”...la voce di Natasha è ora solo un singhiozzo infantile, e sembra di sentire in lontananza la risata di Irina, che festeggia un altro onomastico, in un altro maggio.&lt;br /&gt;Ma c'è allegria nella inquietante e minacciosa mobilità del mondo, come se una “ bella violenta bufera “ spazzasse via casa Prozorov lasciando intravedere “ tra il bosco e il mare...una quercia verde e sulla quercia una catena d’oro “.&lt;br /&gt;a mio padre&lt;br /&gt;Lisa Ferlazzo-Natoli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-4785325652976936687?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/4785325652976936687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=4785325652976936687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4785325652976936687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/4785325652976936687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/le-tre-sorelle.html' title='tre sorelle'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SKxX4POZLnI/AAAAAAAAAFY/_xe2BMqVp7U/s72-c/locandina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7337801105443789148.post-5835389205631216355</id><published>2008-08-20T19:33:00.001+02:00</published><updated>2008-09-01T02:23:03.110+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='le tre sorelle'/><title type='text'>foto di scena tre sorelle</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMfVqdOT5I/AAAAAAAAAHo/Xsnud-RJIWc/s1600-h/alice+taglio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238565248596594578" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMfVqdOT5I/AAAAAAAAAHo/Xsnud-RJIWc/s400/alice+taglio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMfM4rINjI/AAAAAAAAAHg/LBPSOlInRQk/s1600-h/165_6574+sedie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238565097794188850" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMfM4rINjI/AAAAAAAAAHg/LBPSOlInRQk/s400/165_6574+sedie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238564971686616866" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMfFi4vXyI/AAAAAAAAAHY/IC8mR5l2ucE/s400/145_4576+taglio.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238099153724891250" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLF3bXwL4HI/AAAAAAAAAGw/_j0Ampcg4tw/s400/panoramica+tresorelle+b.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLF3SWOdoRI/AAAAAAAAAGo/2EBv4qXMyeg/s1600-h/panoramica+tresorelle+b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLF3LCxQV3I/AAAAAAAAAGg/4Z_9ki6vZkA/s1600-h/alice+taglio.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLF2-SiWIEI/AAAAAAAAAGY/kyYbnfJydPg/s1600-h/165_6574+sedie.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SKxXMTPHiPI/AAAAAAAAAFQ/PQg1mcBwPsY/s1600-h/panoramica+tresorelle+b.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SKxWwiIrSQI/AAAAAAAAAFI/eSEz1F4SkqM/s1600-h/171_7175.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7337801105443789148-5835389205631216355?l=lisaferlazzonatoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/feeds/5835389205631216355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7337801105443789148&amp;postID=5835389205631216355' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/5835389205631216355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7337801105443789148/posts/default/5835389205631216355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lisaferlazzonatoli.blogspot.com/2008/08/foto-di-scena-dello-spettacolo.html' title='foto di scena tre sorelle'/><author><name>lisa ferlazzo natoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01925799681208124010</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8q1z7YraKIA/SLMfVqdOT5I/AAAAAAAAAHo/Xsnud-RJIWc/s72-c/alice+taglio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
