a fondo pagina i nuovi progetti teatrali della compagnia
Mahagonny a Napoli - link YouTube , riprese dal NapoliTeatroFestival
http://www.youtube.com/watch?v=piCOemrMWSw
15 novembre, 2011
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progetti I
Foto di gruppo in un interno
scrittura originale
con
Vladimir Aleksic Ilenia Caleo Caterina Carpio
Simone Castano Antonio Cesari Fortunato Leccese
Elisa Lucarelli Emiliano Masala Alice Palazzi Caterina Silva
aiuto regia Alice Palazzi
assistenti Kadia Baston, Valentina Morini
scrittura originale
con
Vladimir Aleksic Ilenia Caleo Caterina Carpio
Simone Castano Antonio Cesari Fortunato Leccese
Elisa Lucarelli Emiliano Masala Alice Palazzi Caterina Silva
aiuto regia Alice Palazzi
assistenti Kadia Baston, Valentina Morini
luci Luigi Biondi
scene Fabiana Di Marco
costumi Gianluca Falaschi
movimenti scenici Damir Todorovic
collaborzione al progetto Maddalena Parise
scene Fabiana Di Marco
costumi Gianluca Falaschi
movimenti scenici Damir Todorovic
collaborzione al progetto Maddalena Parise
collaborazione al progetto Giordano Di Palma Matteo Latino
fotografie Jacopo Quaranta
note al progetto
1933 dintorni di Trieste. I Benedetti-Klemen, grande famiglia d’imprenditori, si riunisce per tre giorni nella casa dell'infanzia. Il fratello maggiore e sua moglie, le tre sorelle, un fratellastro, il cugino, un maggiordomo e una controversa governante; li aspetta in giardino, non annunciato, un ospite straniero di cui nessuno sembra conoscere le mire.
Il padre morto ha lasciato un testamento e disposizioni per la casa; riunirsi ha il sapore di un’antica consuetudine, malgrado gli improvvisi attriti familiari e il fascismo che trionfa festoso. Tutta la famiglia, d’origine ebraica, ha vissuto con tranquillità, a tratti un’interessata connivenza, il nuovo corso del governo italiano. Nessuno d’altronde potrebbe credere che la propria vita possa cambiare, né ha voglia di ricordare le abili speculazioni di famiglia e gli anni di guerra appena passati. E quei racconti dei primi ebrei tedeschi poi, sono così inverosimili…
Ma Trieste è una frontiera mobile, sempre sotto assedio, dove si mescolano vicinanza e diffidenza tra persone e etnie: così la riunione improvvisa, il risalire d’eventi nascosti, una presenza imprevista e il brusco scivolare degli avvenimenti più avanti nel tempo, daranno alla storia una piega che i Benedetti-Klemen non avrebbero davvero potuto prevedere.
Un interno borghese, dai tratti apparentemente realistici, per raccontare - come teatro nero, da camera - con movimento allucinato e fantasmatico, danzato e corale, cosa produca una scelta quando la storia è a un bivio.
Una terra di frontiera, il mito di un’identità condivisa - una guerra ricordata e una da venire - il grande rito dell’Italia Balilla, lo sfarzo di un’epoca che senza saperlo già declina verso il proprio disfacimento restando a guardare, come da un treno in corsa, la propria e l’altrui morte.
E sotto, la casa, sempre la casa con i suoi rumori, i suoni, una radio lontana che trasmette le cronache del regime e ‘Quizas quizas quizas’ che invita ad grande un ballo di famiglia.
Il padre morto ha lasciato un testamento e disposizioni per la casa; riunirsi ha il sapore di un’antica consuetudine, malgrado gli improvvisi attriti familiari e il fascismo che trionfa festoso. Tutta la famiglia, d’origine ebraica, ha vissuto con tranquillità, a tratti un’interessata connivenza, il nuovo corso del governo italiano. Nessuno d’altronde potrebbe credere che la propria vita possa cambiare, né ha voglia di ricordare le abili speculazioni di famiglia e gli anni di guerra appena passati. E quei racconti dei primi ebrei tedeschi poi, sono così inverosimili…
Ma Trieste è una frontiera mobile, sempre sotto assedio, dove si mescolano vicinanza e diffidenza tra persone e etnie: così la riunione improvvisa, il risalire d’eventi nascosti, una presenza imprevista e il brusco scivolare degli avvenimenti più avanti nel tempo, daranno alla storia una piega che i Benedetti-Klemen non avrebbero davvero potuto prevedere.
Un interno borghese, dai tratti apparentemente realistici, per raccontare - come teatro nero, da camera - con movimento allucinato e fantasmatico, danzato e corale, cosa produca una scelta quando la storia è a un bivio.
Una terra di frontiera, il mito di un’identità condivisa - una guerra ricordata e una da venire - il grande rito dell’Italia Balilla, lo sfarzo di un’epoca che senza saperlo già declina verso il proprio disfacimento restando a guardare, come da un treno in corsa, la propria e l’altrui morte.
E sotto, la casa, sempre la casa con i suoi rumori, i suoni, una radio lontana che trasmette le cronache del regime e ‘Quizas quizas quizas’ che invita ad grande un ballo di famiglia.
Estratti dal testo
Diario di Ada Benedetti Klemen, prima figlia
23 ottobre 1933
Gentile amico,
sono arrivati tutti puntuali, non mancava nessuno, anzi stranamente si è aggiunta una persona che non fa parte della famiglia, uno straniero. Questo mi insospettisce. Agostino sta già tramando qualcosa?
Mi ha colpito rivederci lì, riuniti, ancora. Sembrava che il tempo fosse si passato, ma che rivivesse, in quel momento, in quella casa, la nostra casa.
Incontrare Nora e Maria tra le vecchie mura domestiche, ecco nuovi spunti per il mio racconto. La turbolenza sottile e silenziosa di Nora sarebbe perfetta per la mia Sonja, per il marito devo osservare meglio il modo di camminare di Olmo. Modo che conosco a memoria, ma che il tempo ha reso più meccanico, più assente.
Sono indietro con il racconto, se voglio spedirlo devo affrettarmi, ma mi manca ancora il finale! Se lo sapesse Agostino ne gioirebbe. Canaglia, lo detesto! Ricordo con precisione il momento in cui ho smesso di rivolgergli la parola. Mi sono detta : ”Bene Ada, da oggi non hai più un fratello.”
24 ottobre 1933
Dopo i convenevoli mi sono seduta a conversare con le mie sorelle. Elia mi fissava da lontano, Martino fingeva di occuparsi d’altro. Dovrei parlare con Martino, chiedergli come mai…No, no, sto ricominciando a trovare giustificazioni...
Com’è stata solerte Ester a portare il the, come se non vedesse l’ora di avvelenarci...Però che portamento! E che mani, nodose, sicure. Agostino non le ha staccato gli occhi di dosso. Povera sciocca Emilia.
Mi gira la testa, ho bisogno di riposare.
25 ottobre 1933
Il testamento non è ancora saltato fuori! Sono fuori di me. Voglio ciò che mi spetta e voglio che le mie sorelle ed Elia ricevano quanto papà ha stabilito loro, non un soldo di meno! Ma cosa crede di fare Agostino, il padrone? Io voglio il mio danaro, mi occorre per partire. Partire, partire, appena possibile...
A volte mi sembra di non avere talento. Che io possa morire se non ho talento! Una morte lenta e dolorosa che comincia con una forte emicrania, come quella della mamma. Oggi per un attimo ho avuto paura che arrivasse da un momento all’altro. Non so perché, uno strano presentimento, un pensiero improvviso…forse vedere il divano verde... a darci un allarme...
A presto
Ada Benedetti Klemen
23 ottobre 1933
Gentile amico,
sono arrivati tutti puntuali, non mancava nessuno, anzi stranamente si è aggiunta una persona che non fa parte della famiglia, uno straniero. Questo mi insospettisce. Agostino sta già tramando qualcosa?
Mi ha colpito rivederci lì, riuniti, ancora. Sembrava che il tempo fosse si passato, ma che rivivesse, in quel momento, in quella casa, la nostra casa.
Incontrare Nora e Maria tra le vecchie mura domestiche, ecco nuovi spunti per il mio racconto. La turbolenza sottile e silenziosa di Nora sarebbe perfetta per la mia Sonja, per il marito devo osservare meglio il modo di camminare di Olmo. Modo che conosco a memoria, ma che il tempo ha reso più meccanico, più assente.
Sono indietro con il racconto, se voglio spedirlo devo affrettarmi, ma mi manca ancora il finale! Se lo sapesse Agostino ne gioirebbe. Canaglia, lo detesto! Ricordo con precisione il momento in cui ho smesso di rivolgergli la parola. Mi sono detta : ”Bene Ada, da oggi non hai più un fratello.”
24 ottobre 1933
Dopo i convenevoli mi sono seduta a conversare con le mie sorelle. Elia mi fissava da lontano, Martino fingeva di occuparsi d’altro. Dovrei parlare con Martino, chiedergli come mai…No, no, sto ricominciando a trovare giustificazioni...
Com’è stata solerte Ester a portare il the, come se non vedesse l’ora di avvelenarci...Però che portamento! E che mani, nodose, sicure. Agostino non le ha staccato gli occhi di dosso. Povera sciocca Emilia.
Mi gira la testa, ho bisogno di riposare.
25 ottobre 1933
Il testamento non è ancora saltato fuori! Sono fuori di me. Voglio ciò che mi spetta e voglio che le mie sorelle ed Elia ricevano quanto papà ha stabilito loro, non un soldo di meno! Ma cosa crede di fare Agostino, il padrone? Io voglio il mio danaro, mi occorre per partire. Partire, partire, appena possibile...
A volte mi sembra di non avere talento. Che io possa morire se non ho talento! Una morte lenta e dolorosa che comincia con una forte emicrania, come quella della mamma. Oggi per un attimo ho avuto paura che arrivasse da un momento all’altro. Non so perché, uno strano presentimento, un pensiero improvviso…forse vedere il divano verde... a darci un allarme...
A presto
Ada Benedetti Klemen
progetti II
Racconti dalla Salpetriére, paragrafo II
Il Libro della Sovversione
secondo studio in nero
progetto per tre attrici
Il Libro della Sovversione
secondo studio in nero
progetto per tre attrici
La Salpetrière, il più grande ospizio-ospedale di Francia, "il piccolo arsenale", l'emporio delle miserie.
Cittadella nel cuore di Parigi, dove per quasi tre secoli sono stati rinchiusi fino a settemila tra uomini e donne: vagabondi, isteriche, mendicanti, prigionieri politici, prostitute, anziani o semplicemente quelli che le famiglie e il consesso sociale dell’epoca non riuscivano e non volevano assorbire.
E’ come se questo gigantesco cronicario nel centro della città, costruito su tre piani, con una chiesa come porta d’entrata, attraversato da corridoi e cortili, diviso per sezioni e circondato da alte mura, trattenesse nelle sue pietre una storia segreta della follia, fatta di biografie dimenticate; e soprattutto una sorta di ‘prontuario’ che ci racconta l’operato dello stato-nazione sull’orlo della modernità per conoscere e controllare i propri cittadini anomali, fotografandoli e misurandoli, dividendoli per ‘tipi’, dando un nome clinico e sottraendo il nome proprio.
Nel primo paragrafo di questa sorta di ciclo - Il Libro delle Domande - abbiamo raccolto biografie esemplari di donne, con nomi e cognomi: Blanche Wittman, la paziente prediletta di Charcot; Marie Curie, il premio Nobel per la fisica; Jane Avril, la star del Moulin Rouge ex internata della cittadella; e Augustine un’altra celebre isterica - per raccontare, sul finire dell’800, le 'Lecon du Mardì' del professor Charcot, il padre della psichiatria moderna, dove - come fossero spettacoli pubblici, una grande 'macchina ottica'- si è messa in scena la follia per provare a decifrarne la natura attraverso un corpo, quello femminile.
La medicina del nuovo secolo, tra scienza e ossessione, fa di questo corpo una mappa da tracciare, di cui afferrare e sorvegliare le pulsioni oscene, da fotografare accuratamente, da conoscere e curare.
Donne tutte in qualche modo straniere, toccate da passioni anomale, corpi pubblici guardati a vista in un'epoca che costruisce il suo futuro tra scienza e azzardo, tra controllo e spettacolo.
Per questo secondo paragrafo immagino ancora un ritorno a quella Salpetrière ormai deserta, immagino la pianta di quell'arsenale - teatro – cimitero; le mura sempre abitate da diapositive, grandi ritratti fotografici mobili, peasaggi e mappe che, come una vecchia carta da parati ormai ispessita dagli umori, trasudano le storie di chi vi si è appoggiato e fanno risalire piano le tracce, gli oggetti, i ritratti e i racconti che sapremo farle ospitare.
La Salpetrière dunque non riguarda solo i sentieri della follia ma diventa l’edificio preciso concreto, a cui tornare per riflettere sui luoghi di reclusione e ‘educazione’, sulla sorveglianza e la ‘tutela’, si chiami essa scuola o carcere, istituto o tribunale.
E’ il perimetro puntuale all’interno del quale verificare materiali personali, storie ricostruite, fatti di cronaca, figure rubate alla piccola bibliografia o anche solo brandelli di biografie di cui si era curiosi.
Immagino dunque un primo passo verso questa Salpetrière: una serie infinita di piccoli e lunghi corridoi, da ognuno dei quali proviene un racconto; un coro borbottante che si fa via via più chiaro e si allarga piano a riempire la mappa dell’edificio; ci saranno voci anonime e, di nuovo, biografie esemplari – anche le stesse che ritornano mutate - ci saranno i rapporti di forza e i negoziati, storie comuni e corpi solitari.
Come fosse uno strano Canto della reclusione.
Cittadella nel cuore di Parigi, dove per quasi tre secoli sono stati rinchiusi fino a settemila tra uomini e donne: vagabondi, isteriche, mendicanti, prigionieri politici, prostitute, anziani o semplicemente quelli che le famiglie e il consesso sociale dell’epoca non riuscivano e non volevano assorbire.
E’ come se questo gigantesco cronicario nel centro della città, costruito su tre piani, con una chiesa come porta d’entrata, attraversato da corridoi e cortili, diviso per sezioni e circondato da alte mura, trattenesse nelle sue pietre una storia segreta della follia, fatta di biografie dimenticate; e soprattutto una sorta di ‘prontuario’ che ci racconta l’operato dello stato-nazione sull’orlo della modernità per conoscere e controllare i propri cittadini anomali, fotografandoli e misurandoli, dividendoli per ‘tipi’, dando un nome clinico e sottraendo il nome proprio.
Nel primo paragrafo di questa sorta di ciclo - Il Libro delle Domande - abbiamo raccolto biografie esemplari di donne, con nomi e cognomi: Blanche Wittman, la paziente prediletta di Charcot; Marie Curie, il premio Nobel per la fisica; Jane Avril, la star del Moulin Rouge ex internata della cittadella; e Augustine un’altra celebre isterica - per raccontare, sul finire dell’800, le 'Lecon du Mardì' del professor Charcot, il padre della psichiatria moderna, dove - come fossero spettacoli pubblici, una grande 'macchina ottica'- si è messa in scena la follia per provare a decifrarne la natura attraverso un corpo, quello femminile.
La medicina del nuovo secolo, tra scienza e ossessione, fa di questo corpo una mappa da tracciare, di cui afferrare e sorvegliare le pulsioni oscene, da fotografare accuratamente, da conoscere e curare.
Donne tutte in qualche modo straniere, toccate da passioni anomale, corpi pubblici guardati a vista in un'epoca che costruisce il suo futuro tra scienza e azzardo, tra controllo e spettacolo.
Per questo secondo paragrafo immagino ancora un ritorno a quella Salpetrière ormai deserta, immagino la pianta di quell'arsenale - teatro – cimitero; le mura sempre abitate da diapositive, grandi ritratti fotografici mobili, peasaggi e mappe che, come una vecchia carta da parati ormai ispessita dagli umori, trasudano le storie di chi vi si è appoggiato e fanno risalire piano le tracce, gli oggetti, i ritratti e i racconti che sapremo farle ospitare.
La Salpetrière dunque non riguarda solo i sentieri della follia ma diventa l’edificio preciso concreto, a cui tornare per riflettere sui luoghi di reclusione e ‘educazione’, sulla sorveglianza e la ‘tutela’, si chiami essa scuola o carcere, istituto o tribunale.
E’ il perimetro puntuale all’interno del quale verificare materiali personali, storie ricostruite, fatti di cronaca, figure rubate alla piccola bibliografia o anche solo brandelli di biografie di cui si era curiosi.
Immagino dunque un primo passo verso questa Salpetrière: una serie infinita di piccoli e lunghi corridoi, da ognuno dei quali proviene un racconto; un coro borbottante che si fa via via più chiaro e si allarga piano a riempire la mappa dell’edificio; ci saranno voci anonime e, di nuovo, biografie esemplari – anche le stesse che ritornano mutate - ci saranno i rapporti di forza e i negoziati, storie comuni e corpi solitari.
Come fosse uno strano Canto della reclusione.
cronologia
Marie Curie
1867-1934: Scienziata polacca, emigrata in Francia per fuggire alla dominazione russa.
1897: Primo incontro con Blanche Wittman, sua assistente, cui resterà legata per tutta la vita.
1898: Prima analisi di attività radioattiva nella pekcblenda, minerale nero ad alto tasso di uranio.
1903: Vince il primo Nobel assieme al marito Pierre.
1910: Coinvolta in uno scandalo pubblico a causa della relazione con un uomo sposato, il fisico e amico di famiglia Paul Langevin.
1911: Vince il secondo Nobel, che va a ritirare malgrado lo scandalo e la riprovazione ufficiale dell'intera Europa.
Muore di anemia perniciosa a causa delle radiazioni.
Solo cinque amici sono presenti alle esequie
E' sepolta sopra la bara del marito, a Sceaux.
Madame Curie non nominerà, mai, Blanche nelle sue memorie.
Pierre Curie
1859-1906: Scienziato, marito e collaboratore di Marie, muore investito da un carro merci, sul Pont Neuf a Parigi, era già malato di cancro a causa delle radiazioni.
Sepolto a Sceaux, nella cappella di famiglia.
Blanche Wittman
1862-1913: Amica intima e assistente di Madame Curie, 'regina delle isteriche'.
Scrive Il Libro delle Domande, dove racconta la vita di Marie Curie e indaga la natura enigmatica dell'amore e del radio.
1878-1893: Internata per nell'ospedale psichiatrico Salpetrière,dimessa alla morte di Charcot, suo medico e 'inventore' dell'isteria.
Paziente preferita del dottore, protagonista delle dimostrazioni pubbliche; forse sua amante.
1897: Viene assunta da Marie Curie come assistente di laboratorio, non la lascerà più.
A causa delle ricerche sul radio le vengono amputate, gradualmente, entrambe le gambe e il braccio sinistro.
Morirà, trascinandosi fuori dal letto, per raggiungere il carretto su cui si muoveva.
Data di morte incerta, nessuno sa dove sia sepolta.
Jane Avril
1868-1943: Paziente del dottor Charcot, e rivale di Blanche.
Dà vita alla 'Danza dei Folli' durante una ballo alla Salpetrière.
1882-1884 Ricoverata alla Salperière.
Una volta dimessa diventa la stella del Moulin Rouge con questa sua danza, anche detta 'della farfalla'
Modella preferita di Tolouse-Lautrec.
1878: Primo incontro con Blanche e Marie, a casa loro, chiede a Blanche di parlarle della sua danza.
1912: Secondo e ultimo incontro con Blanche e Marie, se ne sa poco.
Muore sola, in condizioni di assoluta indigenza.
Jean Martin Charcot
1825-1893: Medico con simpatie comunarde, scopre, analizza e rende famosa l'isteria.
1873: Primo incarico alla Salpetrière, che riorganizzerà gradualmente allo scopo di studiare l'enigma del 'continente' femminile.
Ne diventerà il sovrano assoluto, grande protagonista della medicina moderna.
1878: Primo incontro con Blanche.
1886 Sigmund Freud diventa per due anni suo assistente.
Saranno famose le sue 'lezione del martedi', dimostrazioni pubbliche sull'isteria, frequentate da tutta l'intellighenzia europea.
Riguardo alla suo decesso, Blanche lascia intendere d'averlo aiutato a morire.
1942: L'unica statua eretta in sua memoria sarà fusa dai tedeschi per farne artiglieria leggera, dalla sua morte i casi d'isteria diminuiranno vertiginosamente.
Augustine
si hanno di lei solo i materiali fotografici della Salpetrière, attestano che in effetti era uno straordinario soggetto fotografico e quindi una delle pazienti predilette da Charcot, Della vita è scomparsa qualsiasi informazione
Esposizione universale di Parigi
1900: Allestita intorno alle conquiste e alle possibilità della scienza.
Tra i maggiori protagonisti il radio di Madame Curie e Loie Fuller.
La Fuller, ballerina americana, era famosa per la sua danza della farfalla al centro di una stanza semovente, illuminata da raggi di luce.
La fiera segna l'irruzione della 'modernità' nel XX secolo.
Marie Curie
1867-1934: Scienziata polacca, emigrata in Francia per fuggire alla dominazione russa.
1897: Primo incontro con Blanche Wittman, sua assistente, cui resterà legata per tutta la vita.
1898: Prima analisi di attività radioattiva nella pekcblenda, minerale nero ad alto tasso di uranio.
1903: Vince il primo Nobel assieme al marito Pierre.
1910: Coinvolta in uno scandalo pubblico a causa della relazione con un uomo sposato, il fisico e amico di famiglia Paul Langevin.
1911: Vince il secondo Nobel, che va a ritirare malgrado lo scandalo e la riprovazione ufficiale dell'intera Europa.
Muore di anemia perniciosa a causa delle radiazioni.
Solo cinque amici sono presenti alle esequie
E' sepolta sopra la bara del marito, a Sceaux.
Madame Curie non nominerà, mai, Blanche nelle sue memorie.
Pierre Curie
1859-1906: Scienziato, marito e collaboratore di Marie, muore investito da un carro merci, sul Pont Neuf a Parigi, era già malato di cancro a causa delle radiazioni.
Sepolto a Sceaux, nella cappella di famiglia.
Blanche Wittman
1862-1913: Amica intima e assistente di Madame Curie, 'regina delle isteriche'.
Scrive Il Libro delle Domande, dove racconta la vita di Marie Curie e indaga la natura enigmatica dell'amore e del radio.
1878-1893: Internata per nell'ospedale psichiatrico Salpetrière,dimessa alla morte di Charcot, suo medico e 'inventore' dell'isteria.
Paziente preferita del dottore, protagonista delle dimostrazioni pubbliche; forse sua amante.
1897: Viene assunta da Marie Curie come assistente di laboratorio, non la lascerà più.
A causa delle ricerche sul radio le vengono amputate, gradualmente, entrambe le gambe e il braccio sinistro.
Morirà, trascinandosi fuori dal letto, per raggiungere il carretto su cui si muoveva.
Data di morte incerta, nessuno sa dove sia sepolta.
Jane Avril
1868-1943: Paziente del dottor Charcot, e rivale di Blanche.
Dà vita alla 'Danza dei Folli' durante una ballo alla Salpetrière.
1882-1884 Ricoverata alla Salperière.
Una volta dimessa diventa la stella del Moulin Rouge con questa sua danza, anche detta 'della farfalla'
Modella preferita di Tolouse-Lautrec.
1878: Primo incontro con Blanche e Marie, a casa loro, chiede a Blanche di parlarle della sua danza.
1912: Secondo e ultimo incontro con Blanche e Marie, se ne sa poco.
Muore sola, in condizioni di assoluta indigenza.
Jean Martin Charcot
1825-1893: Medico con simpatie comunarde, scopre, analizza e rende famosa l'isteria.
1873: Primo incarico alla Salpetrière, che riorganizzerà gradualmente allo scopo di studiare l'enigma del 'continente' femminile.
Ne diventerà il sovrano assoluto, grande protagonista della medicina moderna.
1878: Primo incontro con Blanche.
1886 Sigmund Freud diventa per due anni suo assistente.
Saranno famose le sue 'lezione del martedi', dimostrazioni pubbliche sull'isteria, frequentate da tutta l'intellighenzia europea.
Riguardo alla suo decesso, Blanche lascia intendere d'averlo aiutato a morire.
1942: L'unica statua eretta in sua memoria sarà fusa dai tedeschi per farne artiglieria leggera, dalla sua morte i casi d'isteria diminuiranno vertiginosamente.
Augustine
si hanno di lei solo i materiali fotografici della Salpetrière, attestano che in effetti era uno straordinario soggetto fotografico e quindi una delle pazienti predilette da Charcot, Della vita è scomparsa qualsiasi informazione
Esposizione universale di Parigi
1900: Allestita intorno alle conquiste e alle possibilità della scienza.
Tra i maggiori protagonisti il radio di Madame Curie e Loie Fuller.
La Fuller, ballerina americana, era famosa per la sua danza della farfalla al centro di una stanza semovente, illuminata da raggi di luce.
La fiera segna l'irruzione della 'modernità' nel XX secolo.